Il tuo cane mangia, corre, tira al guinzaglio e però da settimane le sue feci non sono mai davvero formate. La raccogli e si sfaldano, oppure cominciano solide e finiscono molli. Il cane sta bene, quindi la cosa passa in secondo piano e dopo un po’ ci si fa l’abitudine.
È un peccato, perché le feci sono l’informazione più regolare che l’intestino ci dà. Ogni giorno ti dicono se quello che il cane mangia viene digerito davvero.
Seguo i proprietari di cani e gatti sull’alimentazione dal 2018 e le feci molli sono un disturbo che mi sento descrivere spesso. Quasi sempre dura da tempo, quasi sempre il veterinario ha fatto vari tentativi, tra cui un passaggio alle crocchette gastrointestinal, poi con farmaci di vario tipo, che hanno funzionato per un breve periodo e poi sono ricomparse, perché invece di curare la causa, si è curato il sintomo.

Feci molli o diarrea
Si parla di diarrea quando il cane non produce una sola emissione formata, ma feci molli o addirittura acquose, spesso più volte al giorno e con un’urgenza tale che a volte un cane abituato a trattenersi sporca in casa.
Le feci molli croniche sono un’altra cosa. Il cane defeca il numero di volte di sempre, negli orari di sempre, ma la consistenza non torna mai quella giusta. Non c’è urgenza e non c’è liquido, ma il fatto che non siano ben formate lascia un senso di ansia al proprietario, che capisce che qualcosa non va.
Le due situazioni, le feci molli e la diarrea, chiedono due reazioni diverse. Una diarrea improvvisa in un cane che per il resto sta bene è spesso una manovra di pulizia: l’intestino ha incontrato qualcosa di cui vuole liberarsi in fretta e lo espelle nel modo più rapido che conosce, senza sprecare energia. In quel caso l’errore è compattare subito le feci a ogni costo, perché si contrasta una reazione di difesa che stava servendo a qualcosa.
Le feci molli che durano invece indicano che la mucosa intestinale è irritata e l’obiettivo è riuscire a capire che cosa le provoca.
Che cosa dicono la consistenza, il muco e l’odore
Prima di arrivare a una conclusione sulle cause, è importante notare se c’è presenza di muco, aspetto untuoso, odore molto forte o sangue, che si possono scrutare a occhio nudo.
Il muco è una patina lucida che ricopre le feci, o filamenti gelatinosi mescolati a esse. La sua presenza, come quella di sangue, può indicare un disturbo più serio di una semplice irritazione passeggera e va portata all’attenzione del veterinario se si protrae.
L’aspetto untuoso insieme a un odore molto forte. Quando l’intestino non riesce ad assorbire correttamente il cibo, le feci assumono un aspetto grasso e un odore particolarmente cattivo. È un odore che cambia rispetto al normale e che chi convive con il cane riconosce subito come diverso.
In presenza di sangue, sia che si presenti rosso vivo oppure nero, è necessario sentire il veterinario senza aspettare il giorno dopo.
Al di fuori di questi tre segnali, è importante capire se si tratta di un episodio isolato o se le feci molli si stanno protraendo da un paio di settimane o più.
È colpa delle crocchette?
Quasi tutto il cibo secco in commercio nasce per estrusione: un impasto spinto attraverso una matrice forata a sessanta bar di pressione, esposto a temperature che vanno dai centottanta ai duecentoventi gradi centigradi.
Le prime strutture degli aminoacidi cominciano a degradarsi già intorno ai cinquanta gradi, quindi a quelle temperature gran parte dei nutrienti nelle materie prime non arriva alla ciotola. Viene reintegrato successivamente con vitamine e minerali di sintesi, ovvero creati in laboratorio.
Non è una scelta arbitraria del produttore. Per essere venduto come alimento completo, secondo la normativa europea sui mangimi, un prodotto deve contenere quantità esatte di minerali e vitamine: quello che la lavorazione ha distrutto va quindi rimesso dentro in qualche modo.
Durante l’estrusione l’amido si gelatinizza ed è proprio questo a tenere insieme la crocchetta.
Puoi verificarlo stasera con un bicchiere d’acqua: una crocchetta estrusa resta a galla intatta e si gonfia, mentre una pressata a freddo, che nella lavorazione non supera mai i quarantasette gradi, si deposita sul fondo e nel giro di qualche decina di minuti si sfalda.
Nello stomaco non c’è acqua ma succhi gastrici, quindi il bicchiere non riproduce la digestione; anche se ci sono casi dimostrati di veterinari che hanno trovato crocchette ancora presenti nello stomaco e gonfie durante un intervento chiurgico, quando il cane era a digiuno dal giorno precedente. Ma lo puoi constatare tu stesso, quando il cane vomita dopo qualche ora che ha mangiato: normalmente le crocchette estruse sono ancora intere e gonfie, mentre se ha mangiato crocchette pressate a freddo, il cane ha vomitato solo succhi gastrici.
Riguardo la differenza tra le due crocchette ne ho parlato più a fondo nell’articolo sulle crocchette pressate a freddo.
Il punto che riguarda le feci è questo: un alimento che l’intestino fatica a processare produce feci molli e le cause più frequenti sono la presenza di additivi sintetici o ingredienti che quel cane non tollera.
C’è poi un errore che vedo fare spesso: mescolare una crocchetta estrusa con del cibo casalingo, come per esempio la carne. Meglio evitarlo, perché hanno tempi di digestione diversi e mescolarli può creare difficoltà di digestione.
Le altre cause, in ordine di frequenza
Il cambio di alimentazione fatto troppo in fretta
Se l’apparato digerente è stato abituato per anni a un solo tipo di cibo, il passaggio a un cibo nuovo può produrre feci molli nei primi giorni.
Non significa che il nuovo alimento non sia tollerato: l’intestino usa il suo meccanismo di difesa per eliminare ciò che non conosce ancora. Un passaggio graduale evita quasi sempre il problema e ne ho scritto in come si cambia alimentazione a cani e gatti.
I parassiti
Vermi e giardia danno feci molli ricorrenti senza altri sintomi evidenti. Se il disturbo torna a ondate senza una causa apparente, conviene far analizzare le feci: si raccoglie un campione per tre giorni consecutivi, perché un prelievo singolo può risultare negativo anche quando il parassita c’è. Sulla giardia in particolare ho scritto un articolo a parte, con il protocollo della zuppa di carote.
I farmaci
Vaccinazioni, sverminazioni chimiche, antiparassitari da applicare sulla pelle e cicli di antibiotico alterano la flora intestinale e una delle conseguenze visibili sono proprio le feci molli. In questi casi il disturbo compare a ridosso del trattamento e il collegamento è facile da riconoscere se ci si pensa.
Lo stress
Insicurezza, paura e agitazione arrivano all’apparato digerente e possono produrre feci molli. I segnali da cercare sono il respiro affannoso senza sforzo fisico, tremore, salivazione eccessiva, il leccarsi il muso di continuo, coda bassa, sguardo distolto e sbadigli ripetuti.
Un organo che lavora male
Il fegato partecipa alla trasformazione delle sostanze di scarto. Quando è affaticato, materiale che non era destinato all’intestino ci finisce comunque e l’intestino se ne libera nel modo che conosce.
In questo caso il disturbo è secondario e va cercata la causa a monte.
Che cosa si può fare in casa
Vale se il cane per il resto sta bene: mangia, beve, è vivace, non vomita e non ha sangue nelle feci.
La prima cosa è togliere, non aggiungere.
Si sospendono per qualche giorno gli snack, i masticativi duri, i premietti e qualunque alimento nuovo introdotto di recente, perché ciascuno di questi può essere la causa.
La seconda è l’acqua, che deve sempre essere disponibile e cambiata spesso.
La terza è alleggerire la digestione dividendo la razione in più pasti piccoli invece di uno o due grandi. Un intestino irritato lavora meglio su porzioni ridotte.
Un rimedio che consiglio spesso è la zuppa di carote di Moro, perché ho visto risultati più concreti e funziona per un motivo preciso: le carote cotte a lungo formano una pellicola vischiosa che può proteggere la parete intestinale e si ritiene che leghi i batteri indesiderati contribuendo a stabilizzare la flora.
Il tempo di cottura non è un dettaglio, perché gli oligosaccaridi responsabili dell’effetto si formano solo dopo una cottura lunga.
Servono mezzo chilo di carote e almeno un litro d’acqua. Si sbucciano, si tagliano a rondelle e si lasciano sobbollire per almeno novanta minuti.
Poi si frullano e si aggiunge acqua fino a che la composizione ritorna a circa un litro.
Si offre a temperatura ambiente, mai calda, ogni due o tre ore, calcolando circa trenta millilitri per chilo di peso. In frigorifero si conserva tre o quattro giorni.
Le fibre solubili agiscono in modo simile: rallentano il passaggio intestinale, nutrono la flora e legano i liquidi, così l’intestino ha più tempo per assorbire l’acqua in eccesso. Le trovi nelle bucce di psillio, nelle carote e nei fiocchi d’avena.
Un pasto leggero, se serve, si prepara inserendo carne di pollo o tacchino per il 50% della razione e il 50% con vegetali come riso e carote ben cotte, senza sale e mai freddo di frigorifero. Si mantiene per tre / cinque giorni oltre la scomparsa del sintomo, poi si torna al cibo abituale mescolandolo un po’ alla volta.
Se non si vede un miglioramento evidente nei primi due giorni e consigliato sentire il veterinario.
Quando rivolgersi al veterinario
Nei seguenti casi va contattato subito il veterinario:
- Sangue nelle feci, rosso oppure nero
- Vomito insieme alle feci molli
- Spossatezza, rifiuto del cibo, lamenti o fastidio evidente quando si solleva il cane
- Pancia molto gonfia, oppure difficoltà a restare in piedi
- Segni di disidratazione: naso e gengive asciutte, occhi infossati, la pelle che sollevata sul dorso non torna subito al suo posto
- Diarrea che dura più di ventiquattro ore, anche se il cane per il resto sembra a posto
- Respiro affannoso, crampi o un colore alterato delle mucose, che possono indicare l’ingestione di una sostanza tossica
La situazione è più urgente per i cuccioli, per i cani anziani, per quelli molto piccoli o magri e per chi ha già una malattia in corso come il diabete o un problema renale.
Come si evita che torni
L’intestino ospita la maggior parte del sistema immunitario e riesce a difendersi dagli agenti patogeni solo quando la flora batterica è in equilibrio.
Alimentazione scorretta, stress prolungato, farmaci e sostanze sintetiche assunte ogni giorno con il cibo lavorano nella direzione opposta e lo fanno lentamente, il che è il motivo per cui nessuno collega questi fattori al fatto che un cane abbia feci molli.
Quando la flora è compromessa da tempo, dopo cicli di antibiotici o dopo anni di alimentazione industriale, rimetterla in ordine non è questione di giorni: i protocolli di riabilitazione intestinale si misurano in settimane, e Tutto in una Ciotola ne ha descritto uno passo per passo.
Per questo motivo sono sempre molto attento a quello che c’è scritto nell’etichetta degli alimenti. Ingredienti veri e riconoscibili invece di farine e scarti.
Nessun additivo sintetico, perché i conservanti servono a impedire che muffe e batteri proliferino e vale la pena chiedersi che cosa facciano alla flora intestinale una volta arrivati nell’intestino.
C’è poi la questione dei minerali. L’organismo non li produce e devono essere introdotti con il cibo, in proporzioni armoniche fra loro.
Una coltivazione intensiva orientata alla resa lascia sempre meno spazio alla rigenerazione naturale dei minerali nel terreno e la carenza si propaga lungo la catena alimentare.
Il libro “Elementi di base per la salute”, scritto da J. Aaron Seidler in collaborazione con Konrad Reiber, il fondatore di Reico, riporta una tabella che misura gli stessi alimenti nel 1985 e nel 2002: in quei diciassette anni il calcio nei broccoli cala del 73 per cento, il magnesio negli spinaci del 76 e il calcio nelle patate del 78.
Sono misure sull’alimentazione umana, ma il terreno da cui escono quelle verdure è lo stesso e quello che è mancato lì è mancato lungo tutta la catena che arriva alla ciotola.
Uno squilibrio minerale non si manifesta mai all’improvviso: si sviluppa piano, quando alcuni minerali iniziano a mancare o il rapporto fra loro si altera e influisce sull’equilibrio acido-base, che a sua volta condiziona la digestione.
Su questo equilibrio, e su come una miscela di alghe marine provi a ricostruirlo, ho scritto una pagina a parte, insieme al motivo per cui questi alimenti non si trovano sugli scaffali.
Se vuoi capire da dove cominciare con il tuo cane, il test gratuito raccoglie le informazioni che servono (età, peso, disturbi in corso, che cosa mangia adesso) e restituisce un profilo con le quantità e le indicazioni per la sua situazione.
Domande frequenti
Il cane ha le feci molli da settimane ma sta benissimo: devo preoccuparmi? Preoccuparsi no, guardarci sì. Un cane vivace con feci molli croniche di solito non ha una malattia in corso, ma ha un intestino che lavora sotto sforzo tutti i giorni. La cosa da fare è cercare la causa fra quelle elencate sopra, partendo dal cibo, non convivere con il sintomo.
Che cosa significa il muco nelle feci del cane? Una patina lucida o filamenti gelatinosi possono indicare un disturbo più serio della semplice irritazione, e non è il caso in cui provare i rimedi casalinghi. Se compare più volte nell’arco di pochi giorni, si fa vedere il cane al veterinario e si porta un campione.
Le feci cominciano dure e finiscono molli: perché? È una forma di feci molli come le altre e l’approccio non cambia. Quello che conta non è il dettaglio della sequenza ma da quanto tempo dura e se ci sono muco, sangue o un odore molto forte. Se dura da settimane, la causa va cercata nella ciotola prima che altrove.
Le crocchette possono dare feci molli anche dopo anni che il cane le mangia? Sì. Un’intolleranza alimentare può stabilirsi nel tempo e la ricorrenza delle feci molli è uno dei modi in cui si manifesta. Il fatto che l’alimento sia sempre lo stesso non lo esclude: al contrario, un’esposizione quotidiana e prolungata è la condizione in cui questo accade.
Il riso con il pollo va bene? Come pasto leggero temporaneo sì e si tiene per tre o cinque giorni oltre la scomparsa del sintomo. Non è un’alimentazione completa e non va prolungato: manca di tutto ciò che serve a un cane nel lungo periodo, a cominciare dai minerali.
Dopo il cambio di cibo il cane ha le feci molli: ho sbagliato alimento? Non necessariamente. Nei primi giorni l’intestino reagisce a ciò che non conosce e la reazione rientra da sola se il passaggio è graduale. Se invece le feci molli continuano oltre la prima settimana, allora il sospetto sull’alimento diventa concreto.