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Giardia nel cane e nel gatto: i rimedi naturali

In un animale con l'intestino sano la giardia di solito non dà sintomi. Se il tuo cane sta male, quindi, la domanda che dobbiamo porci è come eliminare il parassita, ma anche perché esso ha trovato terreno per moltiplicarsi. In questo articolo parlo di questo, della zuppa di carote di Moro con la ricetta e il motivo per cui funziona, cosa togliere subito dalla ciotola e come affrontare invece la situazione con il gatto.

Comincio dal fatto che ho trovato più utile di tutti, perché cambia il modo di guardare la faccenda. La giardia non è un verme: è un protozoo, un organismo a una cellula sola e l’infezione decorre quasi sempre senza alcun sintomo nei cani e nei gatti con l’intestino in ordine.

Convivono con lei e nessuno se ne accorge.

I problemi cominciano quando la flora intestinale è alterata e la mucosa non è più integra.

Jutta Ziegler, veterinaria, indica come cause ricorrenti proprio quello che spesso viene fatto per prevenire o sopprimere il sintomo: cure antibiotiche ripetute, sverminazioni chimiche e vaccinazioni che non risolvono la causa e nel frattempo danneggiano l’intestino.

Su un intestino così, la giardia si moltiplica.

È un’affermazione forte, e la riporto per quello che è: la posizione di una veterinaria che lavora in quel modo, non un dato di consenso generale. Ma spiega una cosa che altrimenti resta senza risposta, cioè perché due cani che frequentano lo stesso parco si comportino in modo così diverso davanti allo stesso parassita.

Come si riconosce la giardia nel cane

All’inizio, però, quasi nessuno la riconosce e il motivo è nel modo in cui si presenta: le feci alternano. Un giorno sono molli, magari liquide; poi, senza che tu abbia cambiato niente, tornano solide; poi di nuovo molli.

Ciò spiega perché la giardia resti nascosta a lungo; davanti a un episodio isolato si pensa al cibo sbagliato o a qualcosa raccolto per strada e solo quando il parassita si è moltiplicato i sintomi diventano quotidiani.

A quel punto i segni che Ziegler elenca sono questi: diarrea intensa; feci di colore giallo-verdastro e dall’odore particolarmente sgradevole; dimagrimento nonostante l’animale continui a mangiare; dolore addominale; talvolta sangue e muco nelle feci.

Il dimagrimento a fronte di un appetito normale è il segnale che porta più spesso le persone ad approfondire e cercare una soluzione rivolgendosi al veterinario. La diagnosi si fa con l’esame delle feci.

La prima cosa da togliere dalla ciotola

La giardia ricava energia dalla demolizione degli zuccheri. Ne discende che gli amidi vanno tolti: riso, pasta, patate, miglio e simili.

Sono esattamente gli alimenti che istintivamente si danno a un cane con la diarrea, nella convinzione che siano leggeri e in questo caso specifico sono la cosa peggiore, perché nutrono la giardia invece di toglierle nutrienti.

La zuppa di carote di Moro

Prende il nome da Ernst Moro, il pediatra che la mise a punto, e Ziegler la usa da anni sui propri pazienti: riferisce che gli animali smettono di avere diarrea nell’arco di due o quattro giorni e che l’infestazione di giardia cane può risolversi in due settimane, o perlomeno viene contenuta.

Il motivo per cui funziona sta nella cottura lunga. Bollendo a lungo, le carote sviluppano oligogalatturonidi, molecole che si dispongono sulla mucosa infiammata come uno strato protettivo e impediscono alla giardia di aderirvi.

Il parassita si attacca alla parete intestinale come farebbe una ventosa, ma trovando questa pellicola, si attacca ad essa e poi esce dall’intestino insieme alle feci.

La ricetta. Mezzo chilo di carote pelate, un litro d’acqua, mezzo cucchiaino di sale. Si tagliano le carote a pezzi piccoli, si porta l’acqua a bollore e si lascia sobbollire a fiamma bassa per almeno novanta minuti. Poi si aggiunge il sale, si frulla, e si rabbocca con un po’ d’acqua fino a tornare a un litro.

Come si usa. Nei casi con sintomi marcati Ziegler passa per i primi tre giorni a una razione fatta per metà di pollo cotto e per metà di zuppa; dal quarto giorno la proporzione diventa ottanta per cento di carne e venti di zuppa. Insieme alla razione aggiunge olio di salmone, grasso di cocco e una fonte di calcio nelle dosi giornaliere consigliate, che potrebbe essere il REiCO PetMin+.

Il resto del protocollo

Attorno alla zuppa il protocollo lavora su quattro obiettivi dichiarati: calmare la mucosa infiammata, liberarla dalle tossine, espellere il parassita e ricostruire la flora intestinale, in modo che alla giardia non resti spazio dove insediarsi.

Nella pratica significa un trattamento della mucosa da dare prima dei pasti, la zeolite mescolata a un po’ d’acqua nel cibo per la parte disintossicante e dopo i primi dieci giorni un probiotico come REiCO Probio+ la sera per rimettere in piedi la flora.

Le dosi vanno definite in base al peso dell’animale e su questo mi puoi contattare gratuitamente senza improvvisare.

Il controllo dopo quattordici giorni si fa dal veterinario, con un nuovo esame delle feci. Se è negativo si torna a un’alimentazione normale; se è ancora positivo il ciclo si ripete.

E per il gatto?

Il gatto non è un cane piccolo e su questo il protocollo cambia in due punti.

Il primo è pratico: far accettare a un gatto polveri, decotti e preparati è un’impresa diversa e Ziegler prevede infatti formulazioni feline distinte per la mucosa e per l’espulsione. Il secondo riguarda le proporzioni della razione, perché un carnivoro stretto tollera molto meno le diluizioni con la zuppa di quanto le tolleri un cane.

Il principio però resta identico e vale la pena ripeterlo: niente amidi e attenzione allo stato dell’intestino prima ancora che al parassita.

Cosa succede dopo

Passata l’infezione, resta un intestino che ha appena finito di essere infiammato e una flora da ricostruire. È il momento in cui quasi tutti tornano esattamente all’alimentazione di prima, cioè a quella su cui il problema si era sviluppato.

La dottoressa Ziegler stessa, una volta che l’esame risulta negativo, indica di passare a un’alimentazione a base di carne cruda o di umido pronto di qualità che non contenga amidi.

Se non puoi fare a meno delle crocchette, allora scegli quelle pressate a freddo. Ma cerca di non introdurle subito, fai un periodo di almeno un paio di mesi di cibo umido.

Da dove conviene ripartire

Se il tuo cane o il tuo gatto sta uscendo da un episodio di giardia, la domanda utile non è quale integratore comprare, ma se quello che mangia tutti i giorni sia adatto a lui. Età, peso, movimento e storia clinica cambiano la risposta.

Se vuoi che la guardiamo insieme, compila il test: sono poche domande, meno di un minuto e da quelle prepariamo una scheda alimentare sul tuo animale.

Se lo desideri, ne parliamo poi al telefono.

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Domande frequenti

La giardia nel cane è contagiosa per l’uomo? Esistono forme che possono interessare anche le persone e per questo le norme igieniche durante il trattamento contano: raccogliere sempre le feci, lavarsi le mani, lavare cucce e ciotole. Per il caso specifico chiedi al tuo veterinario.

Perché torna dopo che sembrava risolta? Perché le cisti che l’animale malato elimina con le feci resistono a lungo nell’ambiente, anche dei mesi, e basta annusare il pelo o l’addome di un cane infetto per riprendersela. È il motivo per cui la pulizia durante il trattamento conta quanto il trattamento.

Quanto dura il trattamento? La diarrea si risolve in due o quattro giorni e l’infestazione entro due settimane, con controllo delle feci al quattordicesimo giorno. Se l’esame è ancora positivo, il ciclo si ripete. Ci sono situazioni persistenti e anche molto aggressive, in questi casi è sempre necessario consultare il veterinario.

Posso dare il riso, come si fa di solito con la diarrea? No, ed è il punto in cui si sbaglia più spesso: la giardia si nutre di zuccheri e riso, pasta, patate e miglio ne contengono molto.

La zuppa di carote basta da sola? Nel protocollo è la base dell’alimentazione durante il trattamento, non l’intero trattamento: intorno le ruotano il sostegno alla mucosa, l’espulsione del parassita e la ricostruzione della flora.

Perché il mio cane ha preso la giardia e quello del vicino no? Perché in un intestino sano l’infezione di solito non dà sintomi. La differenza non sta nell’esposizione al parassita, che è comune, ma nello stato della mucosa e della flora.

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